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Denti che si muovono? Come comportarsi?

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Hai beneficiato per anni di un bel sorriso grazie a denti sani, frutto di un’attenta igiene orale quotidiana, ma da qualche tempo hai notato che alcuni di essi tendono a muoversi? Quali sono le possibili cause, e come comportarsi in questo casi?

Un termine di uso comune utilizzato per indicare la mobilità dentale è “piorrea“. Questa parola fa riferimento ad una patologia infiammatoria che, pur essendo prevenibile e curabile, se trascurata porta alla distruzione del parodonto, ossia l’apparato di sostegno dei denti comprendente osso, gengiva, cemento radicolare e fibre elastiche. Da diversi anni, al termine piorrea è stato sostituito quello di “parodontite“.

 

 

 

Le cause della mobilità dentale

 

I denti che si muovono possono manifestarsi in seguito ad un ascesso gengivale, oppure rappresentare una delle conseguenze della menopausa. Anche un fenomeno come il bruxismo può dare origine ad un problema che porta sovente chi ne è colpito a mostrare insicurezza nel condurre una normale vita sociale.

Una scarsa o incostante igiene orale è spesso indicata come una delle cause più frequenti di parodontite. In realtà, placca e tartaro, pur costituendo fattori di rischio piuttosto importanti, da soli non sono sufficienti a sviluppare la patologia.

Ad influire sono anche fumo, carenze nutrizionali, squilibri ormonali e metabolici, fino alle anemie.  È fondamentale saper agire non appena si manifestano i primi sintomi, in quanto una sottovalutazione può dar luogo alla caduta di uno o più denti.  La retrazione gengivale è lenta ma inesorabile e, inizialmente, l’infiammazione colpisce le gengive.

 

 

 

Come evolve la parodontite

 

Il sanguinamento delle gengive è un sintomo molto comune. Nel tempo le gengive si ritraggono, e si generano delle “tasche”. Da quel punto in poi la patologia comincia ad agire a livello osseo.

Le gengive tendono a perdere il loro caratteristico colore rosato, divenendo rosse e gonfie. In diversi casi si assiste alla formazione di ascessi locali e, quando le tasche raggiungono una profondità non trascurabile, ha luogo la caduta spontanea del dente.

Fino a qualche anno fa era ritenuto impossibile intervenire con un impianto dentale in caso di parodontite. Grazie ai grandi passi in avanti fatti in tale ambito, ora non è raro il ricorso all’implantologia microinvasiva, che si avvale anche di trattamenti laser a livello dell’alveolo.